Forse il modello visivo che meglio rappresenta l’identità personale, così come lo sviluppo storico dell’essere umano nel suo complesso, è quello della spirale. Se essere significa continuare, l’identità è il ritorno dell’identico. Tuttavia ciò che ritorna non è mai uguale a se stesso, è un processo ciclico che esce verso il futuro, rientra nel presente e viene riorganizzato tenendo conto del passato. Forse.

Wislawa Szymborska. Ringraziamento

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Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

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La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

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Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

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Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

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Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

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I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi

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E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

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E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

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Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

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“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

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Wislawa Szymborska (1923 – 2012), Vista con granello di sabbia, 1996

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Wislawa Szymborska

Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo (ed. orig. 1958)

Alezander Lowen, Il lingiaggio del corpoRaccolgo qui di seguito una serie di appunti poco organizzati e un po’ in ordine sparso su questo libro. Metterli a posto prenderebbe troppo tempo.

Lo ritengo interessante principalmente per due motivi. Il primo è l’idea che sta alla base della stessa teoria terapeutica proposta da Lowen, che associa corpo e psiche, rigidità del corpo, flussi energetici bloccati, e problematiche relative alla psiche. Il secondo è dato dalla caratteriologia, dai tipi caratteriali proposti.

Premettendo che io stesso sono pieno di rigidità, vorrei redarguire il lettore poco pratico di questo tipo di testi. Potrebbe capitare, come del resto succede anche a me, di riconoscersi in tutti o molti dei caratteri problematici descritti. Credo sia una reazione normale, che non deve allarmare, e può inoltre aiutare a guardare l’altro con maggiore empatia ed apertura mentale. Tutti abbiamo un carattere di qualche tipo.

Il carattere dell’individuo, quale si manifesta nel suo modello tipico di comportamento, si configura anche a livello somatico con la forma e il movimento del corpo. La somma totale delle tensioni muscolari viste come gestaltiche, cioè come una unità, il modo di muoversi e di agire, costituiscono la “espressione corporea” dell’organismo. L’espressione del corpo è il complesso somatico dell’espressione emozionale tipica che a livello psichico si definisce come “carattere”. In qualche modo la postura del corpo, essendo naturale, fa parte dell’Es.

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